#ClimateStrike

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Eco-merchandising: fare marketing in modo consapevole

#FridayforFuture, #SchoolsStrike4Climate, #ClimateStrike: alcuni degli hashtag relativi alla più importante iniziativa studentesca su scala globale nell’era dei social media, ma anche una delle più concrete iniziative a difesa dell’ambiente degli ultimi anni. Ha iniziato Greta Thunberg, sedicenne  studentessa svedese, che dall’estate scorsa salta scuola ogni venerdì per manifestare fuori dal parlamento svedese. In un momento così critico a livello globale, come possono i brand affrontare le tematiche sul cambiamento climatico? Tra le multinazionali, Unilever, L’Oreal, Danone, Nestlè e Colgate sembrano essere le più preparate su parametri quali l’uso dell’acqua, le emissioni e la governance del clima. Tra le cose che i brand possono fare per stare al passo con i tempi troviamo la scelta dei materiali utilizzati, anche per i gadget promozionali che distribuiscono ai consumatori. Scegliendo di realizzare merchandising completamente eco-sostenibile, la marca comunica la propria posizione sia ai clienti che ai dipendenti, migliorando o mantenendo la propria brand reputation. Ecco alcuni esempi di oggetti promozionali davvero green, biodegrabili e a "basso impatto":

  • Mug in bioplastica in fibra di bambù

  • Set per scrittura in bambù e silicone

 

  • Calcolatrice biodegradabile in amido di mais

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