Omaggi, Regali di Natale e spese di rappresentanza: Ecco il trattamento fiscale

Omaggi, Regali di Natale e spese di rappresentanza: Ecco il trattamento fiscale

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Finalmente è arrivato il periodo dell'anno in cui si inizia a pensare a omaggi, regali di natale, cesti di natale con vini e panettoni, tartufi e confetture, regali ed erogazioni libere per cene di benficienza e offerte verso clienti, dipendenti e fornitori.

Queste voci necessitano di un inquadramento nell’ambito delle imposte Ires, Irap ed Iva e degli adempimenti documentali e sulla fatturazione che l’impresa cedente deve

Trattamento Fiscale omaggi ai fini Ires, Irap ed Iva

Prima di tutto intervengono le modifiche relative alle spese di rappresentanza che con la Legge 244/2007 hanno subito un incremento di quelle deducibili ai soli fini del costo fino a 50 euro di valore unitario mentre per l’iva è rimasto invariato a 25, 82 euro, ed ha introdotto i principi di sostenimento e quindi della certezza del costo e dell’inerenza all’attività produttiva.

Per questo le spese di rappresentanza sostenute per l’acquisto o la produzione di beni ceduti gratuitamente hanno diverso trattamento fiscale.

Ricordiamo che ne sono fuori gli sconti di merce sulle forniture in quanto non sono legati ad una prestazione gratuita ma ad un comportamento conclusivo del cliente.

Stesso discorso per le somme o i beni percepite sulla base di Concorsi e operazioni a premio sotto natale che non potranno essere doni di natale e regali ma in quanto l’alea del rischio fa decadere la gratuità della prestazione: rispetto ai beni ceduti gratuitamente gli sconti sono legati ad un preventivo comportamento del cliente o del fornitore.

Gli sconti e abbuoni

Gli sconti e abbuoni rappresentano un riconoscimento gratuito al cliente di un certo bene o, meglio, una quantità aggiuntiva di un certo bene prodotto o commercializzato dall’impresa venditrice, in rapporto a determinati comportamenti di compravendita.

Nel caso di omaggi dati ai clienti si parla di spese di rappresentanza disciplinate dall’art. 108 c. 2 del Tuir che è stato appositamente rivisto dal DL prima citato che identifica alcune fattispecie espressamente disciplinate e considerate spese di rappresentanza e alcune che non lo sono esplicitamente e che devono essere considerati come costi inerenti all’attività dell’impresa e come tali deducibili al 100%.

Qualora quindi si intenda regalare o fare un omaggio di valore unitario inferiore ai 50 euro il costo sarà deducibile al 100% mentre l’iva superiore a 25,82 sarà indetraibile ancora al 100%.

Le spese per feste, ricevimenti e altri eventi di intrattenimento organizzati in occasione di ricorrenze aziendali o di festività nazionali o religiose (lett. b);

le spese per feste, ricevimenti e altri eventi di intrattenimento organizzati in occasione dell’inaugurazione di nuove sedi, uffici o stabilimenti dell’impresa (lett. c);

le spese per feste, ricevimenti e altri eventi di intrattenimento organizzati in occasione di mostre, fiere, ed eventi simili in cui sono esposti i beni e i servizi prodotti dall’impresa (lett. d);

ogni altra spesa per beni e servizi distribuiti o erogati gratuitamente, ivi inclusi i contributi erogati gratuitamente per convegni, seminari e manifestazioni simili il cui sostenimento risponda ai criteri di inerenza indicati (lett. E).

Gli scaglioni di deducibilità previsti dalle spese di rappresentanza sono i seguenti:

1. all’1,3% dei ricavi e altri proventi, fino a 10 milioni di euro;

2. allo 0,5% dei ricavi e altri proventi, per la parte compresa tra 10 e 50 milioni di euro;

3. allo 0,1% dei ricavi e altri proventi, per la parte eccedente 50 milioni di euro.

Da un rapido calcolo quelli del primo scaglione potranno sostenere spese di rappresentanza per un importo non superiore a 130.000,00 euro, quelli che superano la scaglione possono arrivare fino a 330.000 euro e quelli che superano anche il secondo possono spingersi fino al sostenimento di spese di rappresentanza pari a 350.000 euro.

Questi limiti sono validi fino al 2015. Il Decreto Cresci Italia 147 del 2015 ha imposto l’innalzamento di tali limiti che deve essere recepito in un altro decreto che introduce i nuovi limiti:

1,5% per fatturati fino a 1 0 milioni di euro

0,6% sulla parte eccedente e compresa tra 10 milioni e 50 milioni;

0,4% per la parte eccedente i 50 milioni.

Il Decreto Ministeriale ha anche affrontato il caso delle spese sostenute nei primi anni di attività ove i ricavi sono molto bassi o nulli ossia i costi sostenuti in fase di start up. Alcuni costi seppur gratuiti possono però essere considerati anche come spese di pubblicità i quali hanno bel altro trattamento civilistico e fiscale come nel casi di beni gratuitamente devolvibili come brochures, depliants o gadgets che hanno la funzione di evocare il nome o la caratteristiche intrinseche della società.

Da un punto di vista fiscale prima di tutto si nota come viene mantenuta la possibilità della società di rinviare il costo nei 4 esercizi successivi in virtù dell’utilità futura attribuita alle spese di pubblicità nel tempo. Per poter distinguere una spesa di pubblicità da una di rappresentanza sarà necessario fare riferimento all’effettiva “finalità delle spese” e l’utilità che può portare alla società non tanto in termini di fatturato quanto di immagine sociale.

Trattamento Iva degli omaggi e regali

Gli omaggi di beni spesso rientrano nell’attività dell’impresa) o perchè li hanno dovuti acquistare come materie prime o perchè li hanno prodotti) e che non costituiscono spese di rappresentanza danno diritto alla detrazione sull’Iva e la cessione è imponibile Iva per il soggetto che cede e che dovrà autofatturarsi indipendentemente dal costo unitario dei beni. L’iva comunque sappiate che se volete potrete anche non applicarla al vostro cliente per esempio ma la dovrete indicare in fattura: questo perchè la rivalsa non è obbligatoria ex articolo 18 del DPR 633 del 1972. Tuttavia oltre all’emissione della fattura dovrete a mio avviso emettere un’autofattura per omaggi o regalie (singola o cumulativa per tutti gli omaggi) in cui indicherete base imponibile e Iva.

Queste andranno annotate nel registro degli omaggi

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